F. Amadu, La Diocesi medioevale di Bisarcio, Sassari, 2003

 edizione aggiornata a cura di G. Meloni  

 

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BARISONE II

BISARCIO

nella relazione di Vincenzo Mameli de Olmedilla (1769)

 

BISARCIO

 

Originale: Archivo Nacional de Madrid, Fondo Osuna, Legajo 640, n. 5.

Copia microfilmata: Istituto di Studi italo-iberici di Cagliari del CNR.

Altra copia: Archivio del Dipartimento di Storia dell’Università di Sassari.

Trascrizione inedita: G. Meloni

BISARCIO

 

Traduzione italiana: La relazione di Vincenzo Mameli de Olmedilla sugli Stati di Oliva (1769): Il Ducato del Monteacuto,  e Il principato di Anglona e la Contea di Osilo e Coghinas, a cura di I. Bussa, in “Quaderni Bolotanesi”, rispettivamente n. 11, 1985, p. 210 e n. 12, 1986, pp 277 sgg.

   

[175] Confina Ocier solamente con Mores, Estado de otro señor, de ahi con Bisarchio, Villa no de mucho tempo destruida, antiguamente Obispado, que pertica al Principato de Anglona, y Claramonti del mismo Principato.

Ozieri confina solamente con Mores, Stato di altro Signore, di là con Bisarcio, villaggio non da molto tempo distrutto, anticamente diocesi, che spetta al Principato di Anglona, e Chiaramonti, del medesimo Principato.

[303] De los Confines de Ploague, Ardara, Mores, y Ocier, possé el distrito de la antigua Ciudad obispal de Bisarchiu, que consiste por lo mas en Montaña con porcion de la llanura del Campo de Ocier, y Territorio llano aun sobre el Monte en Alà, de Bunnanaro cubiertos de hermosas Selvas de robles bellotares con porcion del Valle, que forma esta junto con el Monte de Leda possiedo de Ploague, y hacia el mismo Campo de Ocier de la parte que viene baxo de S. Leonardo de Orvei, muchos Valles de terreno de cada calidad, vastos bosques y muchos manantiales de buena agua, tanto que en este solo districo podria mantenerse una numerosa Poblacion.

Dai confini di Ploaghe, Ardara, Mores e Ozieri possiede il distretto della antica città vescovile di Bisarcio, costituito per lo più da montagna con porzione della pianura del Campo di Ozieri e anche da un territorio pianeggiante sul Monte di Alà di Bunnanaro, coperti da belle selve di roveri ghiandiferi con una parte della valle, che esso forma assieme al Monte di Leda, posseduto da Plaghe e verso il medesimo Campo di Ozieri; dalla parte che risulta sotto San Leonardo di Orvei molte valli di terreno di ogni qualità, vasti boschi e molte sorgenti di buona acqua, tanto che solo in questo distretto si potrebbe mantenere una numerosa popolazione.

[304] La Poblacion de Bisarchiu ahora situada en la parte Septentrional del Campo de Ocier sobre de una baxa Colina dependiente de las Montañas del Sasso de Claramonti al Ponente de San Leonardo de Orvei, sobre cuya situacion han variado mucho los Geografos poco instruidos, y aun en esto es desafortunada la Cerdeña, de la que nimenos oy hai una Carta puramente exacta.

Se sabe que Bisarchu dende el principio del duodecimo Siglo hasta el principio del decimo Sexto, en que fuè unida a la Sede de Otana ha tenido sus Obispos, y en su Cathedral dedicada a San Atiogo habia un Arciprete, un Dean, cinco Canonicos y otros Beneficiados.

Se dice haber sido muy considerable, y grande, assi como se vén los vestigios, porque comprendia dos copiosos manantiales de agua, pero no tan buena algo distantes el uno del otro. Hai aun [305] algunas Casas casi enteras, mientras no son mas de 50 años, que la misma se ha acabado de destruir, y de su magnificencia otro vestigio no queda, que la Cathedral grande, sumptuosa, y regular segun el antiguo gusto toda a canteria, pero ha padecido mucho, y amenaza total ruina.

No sabria atribuir a otro la Causa de su destruccion, fuera de los primeros tiempos, a las guerras, y ultimamente, a la continua frequencia de tantos bandeados, los quales quedando por lo mas en la vecina Ardara, y escorriendo de una parte a otra del Regno, aqui estava su mas frequente passo por refugiarse, y fortificarse en el Sasso de Claramonti, en donde tenian la Comunicacion segua, y libre con las Montañas, y Marinas de la Galura, dedonde su ultima guarida es en Corsega, acogida de todos los ladrocinios mas considerables, y contrabandos de la Cerdeña. Este fuego no podia dexar que pessimas y funestas Señas de su voracidad, donde passava, y donde mas se quedava.

Esta poblacion estava situada baxo un mal sano Clima, en lo demàs empero en positura may ventajosa en distancia de Ocier de casi 6 millas, y casi otro y tanto de Claramonti, y cerca mas de dos millas de Nulvi, pudiendo aprovechar de los comodos ede la llanura junto, y de la muntaña, y de muchos terrenos proprios a cada specie de trabajo, y en alguna porcino, dunque no muy considerable a prados, los quales empero pudieran ser de notable extension, si se emplease una [306] parte del aderente Campo de Ocier, en donde hai de sobra por muchas poblaciones, y habiendo pastura, y bosques casi ilimitados.

Il popolato di Bisarcio ancora situato nella parte settentrionale del Campo di Ozieri su di una bassa collina derivante dalle montagne del Sasso di Chiaramonti, a ponente di San Leonardo di Orvei, sulla cui collocazione si sono molto differenziati i geografi poco informati e anche in questo è sfortunata la Sardegna, della quale neppure oggi esiste una Carta veramente esatta.

Si sa che Bisarcio dal principio del dodicesimo secolo fino all’inizio del decimosesto, durante il quale fu unito alla sede di Ottana, ha mantenuto i suoi vescovi e nella sua cattedrale, dedicata a Sant’Antioco, vi erano un arciprete, un decano, cinque canonici e altri beneficiati.

Si dice che sia stato molto considerevole e grande, secondo quanto si deduce dai ruderi, poiché comprendeva due abbondanti sorgenti d’acqua, ma non tanto buona, un po’ distanti l’una dall’altra. Vi sono anche alcune case quasi intatte, mentre non sono più di 50 anni che si è finito di distruggere il medesimo [villaggio] e della sua magnificenza non lascia altra vestigia che la cattedrale, grande, sontuosa e regolare secondo l’antico stile, tutta a pietre squadrate, però ha sofferto molto e minaccia una totale rovina.

Non saprei attribuire ad altro la causa della sua distruzione fuorché, per i primi tempi, alle guerre e ultimamente alla continua frequenza di tanti banditi, i quali trattenendosi per lo più nella vicina Ardara e scorrazzando da una parte all’altra del Regno, qui era il loro più frequente passaggio per rifugiarsi e fortificarsi nel Sasso di Chiaramonti, da dove avevano sicura e libera la comunicazione con le montagne e le marine della Gallura, donde il loro ultimo rifugio è in Corsica, asilo di tutti i ladrocini più considerevoli e dei contrabbandi della Sardegna. Questo fuoco non poteva lasciare che pessimi e funesti segni della sua voracità, ove passava e ove più si fermava.

Questa popolazione era collocata sotto un clima malsano, ma per il resto in posizione molto vantaggiosa, a distanza da Ozieri di quasi sei miglia e quasi altrettanto da Chiaramonti e quasi più di due miglia da Nulvi, potendo profittare dei vantaggi della pianura assieme a quelli della montagna e di molti terreni adatti ad ogni specie di coltivazione e per qualche parte, sebbene non molto considerevole, a prati, i quali tuttavia potrebbero essere di notevole estensione, se si utilizzasse una parte dell’adiacente Campo di Ozieri, dove ve n’è di superfluo, per molte popolazioni e avendo pascoli e boschi quasi illimitati.

 

Il Mameli passa quindi ad illustrare le diverse possibilità di ripopolamento della zona circostante Bisarcio; si dilunga sui singoli casi, offrendoci un panorama geografico molto particolareggiato. Basterà ricordare la varietà di toponimi che il relatore riporta nel suo documento, che testimonia la sua accuratezza nella raccolta dei dati.

 

Puntas de Pittu Felicoso Candelas Sa Serra di Plaghe Punta de su Contritu
Monte Alto Scala de Lampadas Orria Manna Orria Pizinna Sasso di Chiaramonti
San Leonardo di Orvei S’Ena de Badu Ebbas Sa Serra Mala Sa Coa de Santa Aligarza Furros
Sa Punta de Linnarzos Badde Manna Badde Marteddina Scala de Fustes Sa Costera
Quirraza Oloite      

 

Sono tutti toponimi citati nel documento del 1769 che offrono allo studioso prezioso materiale per ulteriori futuri studi in tema di “microstoria” e, in generale, di conoscenza del territorio.

Parallelamente alla crisi del centro diocesano di Bisarcio si sviluppò il centro di Ozieri, destinato a rilevarne l’eredità culturale, ideologica, politica, economica, fino a diventare quel punto di riferimento per il territorio circostante che nel medioevo era spettata di diritto ad una delle sedi vescovili più prestigiose della Sardegna settentrionale: quella di Bisarcio.